GX Fashion Week L’arte della moda nel cuore di Milano
Tra Palazzo Giureconsulti e Piazza Duomo, la nuova edizione della fashion week firmata GX ha riunito creatività internazionale, alta sartoria e ricerca estetica, trasformando il cuore di Milano in una scenografia viva della moda contemporanea. Ci sono luoghi che accolgono una sfilata e luoghi che, quasi naturalmente, finiscono per diventarne parte. Palazzo Giureconsulti appartiene alla seconda categoria. Il 28 settembre, nel cuore più monumentale di Milano, la GX Fashion Week ha trasformato uno degli indirizzi simbolici della città in una geografia internazionale della moda, dove sartorialità, ricerca e immaginazione hanno trovato una dimensione comune. A pochi passi dal Duomo, la serata ha assunto immediatamente una fisionomia propria. All’interno, un pubblico selezionato; oltre le porte, il movimento incessante di Milano. La città continuava la sua corsa, ma davanti a Palazzo Giureconsulti qualcosa riusciva a interromperne il ritmo: un abito, un volto, un dettaglio, il passaggio di una modella. Gli sguardi si posavano sulla scena, attratti da quella particolare forma di magnetismo che soltanto la moda, quando riesce davvero a manifestarsi, sa produrre. Per qualche ora, il confine fra passerella e città è diventato quasi impercettibile. Milano non era più soltanto lo sfondo dell’evento, ma una presenza viva, una quinta urbana in continuo movimento. Al centro della GX Fashion Week c’è Gentiana Dervishi, titolare del brand GX e organizzatrice della manifestazione. Nel tempo ha sviluppato una visione internazionale capace di mettere in relazione Milano, Parigi e Albania, costruendo un progetto nel quale designer e culture differenti possono incontrarsi attraverso la moda. La sua direzione restituisce alla GX Fashion Week un’identità precisa: internazionale, contemporanea e profondamente legata al sistema della moda. È da questa visione che prende forma la passerella, affidata a linguaggi estetici differenti ma accomunati dalla volontà di interpretare la moda come espressione, ricerca e identità.
Xheksil Muça - The Legend of Muji and the Fairies
Ad aprire la serata è stato Xheksil Muça, fondatore di P L I S I, con The Legend of Muji and the Fairies. La collezione affonda le proprie radici nel patrimonio folklorico albanese e nella leggenda di Muji e delle Fate, restituendone una lettura contemporanea, sospesa fra memoria e immaginazione. Il plis, emblema identitario della tradizione albanese, diventa materia di ricerca; il tulle, annodato e costruito interamente a mano, disegna trasparenze e sovrapposizioni che sembrano trattenere il movimento. Corna di capra trasformate in corone cerimoniali completano un universo in cui il primitivo incontra il sofisticato e la figura femminile assume una presenza quasi mitologica.
A chiudere la serata è stato Pin-Up Stars, storico brand nato a Bologna nel 1995 sotto la direzione creativa di Jerry Tommolini. Con la collezione Spring/Summer 2027, Sotto il segno dei fiori, il beachwear ha oltrepassato ancora una volta i propri confini per entrare nel territorio più ampio della moda. Fiori e farfalle prendono corpo attraverso lavorazioni tridimensionali, mentre l’immaginario nautico introduce una diversa tensione estetica, fatta di richiami all’America’s Cup, dettagli marini e accenti preziosi. Il risultato è un guardaroba che non appartiene più soltanto all’acqua: vive sulla pelle, nella città, nella sera.
Cinque visioni, cinque alfabeti estetici differenti, riuniti sotto una stessa idea di moda: non superficie, ma linguaggio. Non semplice ornamento, ma identità, memoria, ricerca, contaminazione. Ma ciò che il pubblico vede sul palco è soltanto l’ultimo atto di un processo molto più articolato. Prima che le collezioni prendano vita sotto i riflettori, esiste un lavoro minuzioso dedicato all’immagine, alla fisionomia dei volti, alla costruzione dei capelli e alla relazione quasi teatrale fra luce, materia e presenza scenica. È qui che il beauty team assume un ruolo determinante: non una rifinitura, ma una vera componente progettuale dell’intera narrazione visiva. A dirigere questo universo creativo sono stati Diana Jaupi, Hair Director, e Alex Randulescu, Make-up Director, responsabili della visione complessiva affidata al reparto beauty. Sotto la loro guida, ogni intervento ha contribuito a rendere coerente il passaggio dalla concezione dello stilista alla sua traduzione scenica. Con loro hanno lavorato Emma Berisha, Image Advisor, Motoc Monica Alexandra, Izabella Alexandra Vass, Mishaela Zefi, Suleimenova Kamilla, Stingaciu Alina, Ishanova Anastasiya, Minushe Dauti, Flutura Coniku, Bocîrnea Anca Gachi, Alekparova Alma, Andrei Cretu, Marjeta Shahini, Bardas Alexia, Colesniuc Adrian, Anastassiya Nurullayeva, Gerta Dhimitri, Antonia Cojocariu, Füstös Nagy Erika, Popa Elena, Armanda Çepe Alex Toto, Meli Sonia, Di Napoli Ilaria. Un gruppo di professionisti chiamato a intervenire sul dettaglio, sulla proporzione e sull’impatto complessivo, trasformando ogni uscita in una presenza visiva coerente con l’universo della collezione. A sovrintendere alla complessa macchina che si muove dietro la passerella è stata Alessia Xhafa, Direttore del Coordinamento. La sua esperienza, maturata attraverso diverse edizioni internazionali della GX Fashion Week, le ha permesso di governare tempi, persone e passaggi organizzativi con una precisione che raramente arriva agli occhi del pubblico. Il suo lavoro appartiene a quella parte dello spettacolo che non viene applaudita perché non si vede, ma dalla quale dipende il fatto che tutto accade nel momento esatto in cui deve accadere. La conduzione della serata è stata affidata ad Alessio Marrari, che ha accompagnato il pubblico attraverso le diverse identità presenti in passerella. Blogger, comunicatore, podcaster e già speaker radiofonico, Marrari è responsabile della comunicazione internazionale di GX e dell’Albania Fashion Week. La sua esperienza nel racconto della moda gli ha permesso di trasformare la successione delle uscite in un percorso narrativo, dando voce alle collezioni senza sottrarre loro la forza delle immagini. A custodire invece la memoria visiva della manifestazione sono stati Arjentina Kola e Nicola Giordano, ai quali è spettato il coordinamento dell’intero comparto fotografico. Un compito che non consiste soltanto nel documentare ciò che accade, ma nel selezionare prospettive, tempi e momenti capaci di restituire nel tempo la natura effimera di una sfilata. Attraverso il loro lavoro, ciò che nasce per pochi secondi sulla passerella diventa immagine destinata a durare.
La GX Fashion Week non ha semplicemente occupato uno degli spazi più prestigiosi di Milano: ha lasciato che la città penetrasse dentro l’evento. Palazzo Giureconsulti, la piazza, le architetture del centro storico, il flusso incessante delle persone e quella curiosità spontanea che nasce davanti a qualcosa di inatteso hanno composto, insieme, una scenografia irripetibile.
La passerella finiva idealmente oltre le porte del palazzo. E Milano, quella sera, sembrava continuare a sfilarle intorno.
Comunicati stampa in collaborazione con cChic News e cChic Magazine